Festa sul tetto, denunciati in 16

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Nei guai un gruppo di studenti spagnoli. Fermato un runner che correva in via Carlo Felice

SASSARI. Incuranti delle oltre 4000 vittime (627 solo ieri) che l’Italia ha già dovuto contare dall’inizio dell’emergenza e – forse ignari del fatto che anche nel loro paese i morti hanno già superato quota 1000 – giovedì sera un gruppo di studenti spagnoli del progetto Erasmus ha deciso, in barba alle disposizioni del governo ma soprattutto al buon senso civico, di organizzare una festa su una terrazza con ben 16 invitati.

Un party alcolico iniziato nel tardo pomeriggio, che naturalmente non è sfuggito ai residenti della zona di via Turati, che da qualche giorno avevano notato che il gruppo di studenti aveva trasformato l’idea di cantare dal balcone – adottata un po’ in tutta Italia – in un appuntamento a base di alcolici e musica a tutto volume. La festa però questa volta è finita con una denuncia di massa e l’indignazione di tutto il vicinato. Sono stati gli agenti della polizia locale, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni, a individuare il gruppo di irresponsabili sulla terrazza di una palazzina che si trova all’angolo tra via Matteotti e via Turati.

Gli agenti, coordinati dal comandante Gianni Serra, si sono precipitati in via Turati, hanno bloccato il traffico, tra l’incredulità dei pochi passanti, per consentire il volo di un drone che ha ripreso il party abusivo in terrazza e ha permesso di identificare i partecipanti. Si tratta di sedici ragazzi spagnoli, di età compresa tra i 20 e i 25 anni. A tutti è stato contestato di aver violato l’articolo 650 del codice penale e di essersi totalmente disinteressati delle restrizioni fissate dal Governo per tutelare la salute dei cittadini.

Quando il drone ha sorvolato le loro teste gli agenti hanno immortalato brindisi, risate, musica a tutto volume e cori per quella che sembrava una festa di compleanno. Oltre a infrangere le norme straordinarie di contenimento del contagio, i ragazzi hanno messo in pericolo l’incolumità propria e altrui: molti di loro erano seduti infatti sul cornicione e lì poggiavano anche bottiglie di vetro e piatti. Uno di loro era già noto alle forze dell’ordine per gli atti di vandalismo commessi qualche mese fa.

La denuncia e la pessima figura fatta con gli altri inquilini del palazzo e con i residenti della zona non sembra però averli intimoriti. Un paio di loro ieri mattina hanno postato sui profili Instagram la notizia apparsa sul sito della Nuova Sardegna e con sfida hanno scritto in spagnolo: «Si, somos nosostros, que pasa? -, Si siamo noi, e quindi?», dimostrando di non aver capito la gravità del loro gesto sconsiderato. In tutto sono 145 le verifiche compiute due giorni fa dalla polizia locale in città. I 26 pubblici esercizi controllati sono risultati in regola.

Il più incauto è stato un runner che, in divisa da corridore, è passato davanti al comando di via Carlo Felice: fermato e denunciato, ha detto di non sapere delle nuove norme. Un altro uomo è stato fermato nel centro storico: alla richiesta degli agenti di fornire documenti e autocertificazione, è fuggito. Raggiunto poco dopo, è stato fermato e denunciato.

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